La pioggia non ferma il Gatteo Mare Femminile e soprattutto la voglia di sbloccarsi di Letizia Zani che domenica ci proverà nuovamente nella gara casalinga nel campo sintetico del Centro federale (fischio d’inizio ore 15.30) contro il Villorba Treviso.
Le rossoblù sono alla ricerca della prima vittoria stagionale dopo l’incoraggiante 2-2 raccolto a Tavagnacco che comunque ha lasciato anche un pizzico di rammarico. “Sapevamo di affrontare una squadra forte che è stata una piazza storica – racconta Zani – ma era alla nostra portata e ce la siamo giocata. Abbiamo creato tanto, soprattutto nel primo tempo, certo rispetto al nostro sintetico il campo non ci ha assolutamente aiutato. Dispiace perché dopo lo svantaggio eravamo riuscite a ribaltarla. Forse ci è mancata un po’ di furbizia, dovevamo tenere più stretto il 2-1. E sicuramente, quel rigore finale era da evitare, queste situazioni in serie C rischiano di compromettere tutto. A livello personale invece non sono molto soddisfatta perché sto ancora aspettando il gol“.
L’anno scorso sei reti realizzate nell’anno della cavalcata in serie C dopo averne segnate a grappoli (rispettivamente 30 e 25) in Eccellenza con le maglie di United Romagna e Saline Romagna. Il bomber fa autocritica ma spiega il motivo. “Non ne ho fatte tantissime la passata stagione perché ho giocato prevalentemente come trequartista. A Ravenna eravamo molto forti, in coppia con Camilla Menozzi, che poi ho ritrovato a Gatteo, avevamo e abbiamo una grossa affinità: siamo un bella coppia d’attacco. Io mi adeguo alle scelte del mister e sono a disposizione ma se devo scegliere preferisco l’attaccante centrale. Le mie caratteristiche? Sono veloce nello scatto ma non sono una che attacca troppo la profondità, diciamo che mi piace più proteggere la palla, sfornare il tiro oppure pescare la giocata perché ho una buona tecnica“.
Zani, cesenate, ha giocato una vita tra Castelvecchio e Cesena collezionando parecchie presenze in serie B ma la numero nove spiega che non sono stati anni sportivamente pieni di luce. “Sono cresciuta con la maglia bianconera ma non ho avuto troppo spazio. La mia partenza da Cesena ha permesso di sbloccarmi e rinascere, volevo dimostrare tutto il mio valore e infatti poi ho segnato 25 e 30 gol con le maglie di Saline Romagna e United Romagna”.
Poi la chiamata del Gatteo Mare e subito la vittoria del campionato. “Il direttore sportivo Matteo Ingrosso mi cercava da diversi anni, lo ammetto, anche quando lui era a Riccione. Quando mi ha prospettato il progetto interessante del Gatteo Mare non ci ho pensato due volte. Ho trovato un ambiente sano, conoscevo già molte ragazze ed eravamo un gruppo forte. Non ho segnato tantissimo perché giocavo più lontano dalla porta, ma sicuramente spero di migliorare quest’anno anche se in serie C non sarà facile”.
Zani nonostante non abbia ancora 27 anni è la seconda anagraficamente più grande del gruppo e quindi ha un forte senso di responsabilità. “Cerco di trasmettere la mia esperienza ma devo ammettere che c’è tanto da imparare anche dalle più giovani. Vengono da settori giovanili molto importanti e hanno tanta determinazione, voglia e fame. Tutti elementi fondamentali per un campionato difficile come quello che stiamo disputando. Poi anche quando perdono un pallone, non si fermano mai. Secondo me stiamo creando un bel gruppo fuori e dentro al campo, questo è fondamentale. Daremo il massimo e lavoreremo duramente per raggiungere l’obiettivo”.
Domenica la partita contro il Villorba Treviso che ha stravinto all’esordio contro il Riccione e poi ha perso la prima casalinga di misura contro il Vicenza. “Mi aspetto una squadra con furore agonistico. Sicuramente non veniamo da una settimana semplice per via del meteo però siamo pronte, cercheremo di fare il possibile per conquistare una vittoria che sarebbe fondamentale per il morale“.
L’attaccante classe ’97 racconta le sue passioni fuori dal campo. “Mi piace molto il mare, anche d’inverno. Leggo, cammino, sono una persona solitaria che si accontenta delle cose semplici”.
Il bomber rossoblù da piccolina portava un soprannome da fantasista. “Mi chiamavano Ronaldinho perché avevo i capelli lunghi neri e una carnagione simile alla sua, poi lui mi piaceva davvero tanto. A quale piatto non potrei mai rinunciare? La pizza”.


