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Carolina Biancato, il jolly di centrocampo che vuole incantare

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In casa Biancato il calcio è una tradizione di famiglia. E Carolina, nuovo volto del centrocampo del Gatteo Mare Femminile, non poteva che tramandarla. Classe 2005 sulla rampa di lancio, vanta un curriculum di tutto rispetto iniziato dal vivaio del Genoa (sua città natale), poi proseguito nella Sampdoria e alla Lazio Primavera nell’ultima metà di stagione. Tutte esperienze che hanno aiutato a forgiarla. “Ho imparato tanto, nel club doriano siamo sempre riuscite a dare il meglio di noi stesse nonostante qualche difficoltà lungo il cammino. Mi sono allenata spesso con la prima squadra giocando anche qualche amichevole ma non ho mai esordito in gare ufficiali. Nel mio percorso intrapreso finora ci tengo a ringraziare in particolar modo Luca De Guglielmi, che mi ha aiutato tanto anche a livello umano”.

Biancato è arrivata a Gatteo Mare e vuole mostrare tutte le sue qualità. “Non sono molto fisica, mi piace tenere la palla e ritengo di avere una buona visione di gioco, il mio cavallo di battaglia è il tiro da fuori. Posizioni ricoperte? Posso stazionare ovunque a centrocampo e anche fare l’esterna. L’anno scorso alla Lazio ero a sinistra nel tridente, quindi giocavo a piede invertito”.

Il jolly di centrocampo spende parole di elogio per il gruppo. “Mi ha stupito molto, mi sto ambientando benissimo e devo ringraziare le mie compagne perché anche se ci conosciamo da meno di un mese stiamo diventando un grande gruppo dentro e fuori al campo”.

Domenica prossima si inizia a fare sul serio con il campionato. “Sicuramente ci aspetta un’annata tosta, la prima volta per il Gatteo Mare Femminile in serie C e anche per me in questa categoria con le grandi. Sono convinta che faremo bene e ci tengo a mettermi in mostra. Non mi piace fare promesse ma darò il massimo per questa maglia”.

Biancato, che tifa Genoa, ha come idolo Diego Milito, ama la capitale e mangiare il pesto tipico della sua terra, ripercorre le orme di avvicinamento al calcio. “Ho iniziato a nove anni, andavo sempre a vedere mio fratello Matteo, anche mio padre Giuseppe ha giocato nel settore giovanile del Genoa. Ho scelto il numero 32, lo stesso che mio fratello ha utilizzato quando era nell’Albissola in serie C: lui è un grosso punto di riferimento nella mia vita”.